YOLO Economy: La pandemia ha trasformato il rapporto con il lavoro?

L’incontro organizzato da CdO Emilia ha aperto la discussione sul significato della formazione aziendale nel 2022 alla luce di smart working, mobilità e gestione del personale


a cura di Laura Saracino


YOLO – Acronimo dell’espressione inglese “You Only Live Once”, traducibile come “si vive una volta sola”, è diventato negli anni il manifesto di una filosofia di vita che prevede di correre rischi, di non rifiutare nessuna opportunità, di vivere senza rimpianti. Questo modo di intendere gli eventi e le occasioni è applicato ad ogni campo della vita quotidiana, dalle relazioni ai passatempi, fino alla carriera.


Capire come “YOLO” sia declinato in campo lavorativo è stato il centro dell’incontro tenutosi ieri sera, martedì 1 febbraio, organizzato da Compagnia delle Opere Emilia. L’intervento è stato guidato dalle riflessioni di Otello Valenti di Scuderia AlphaTauri, e di Romoli d’Eboli di PMI Servizi Associati, ma sono stati tanti gli spunti emersi dalla platea, composta da addetti ai lavori nei settori di risorse umane, formazione e gestione imprenditoriale.


Illustrando i principali significati di YOLO Economy, si è visto come le strategie di scelta del posto di lavoro siano cambiate con l’emergere delle nuove possibilità collaudate durante la pandemia. Smart working e lavoro da casa, due espressioni spesso erroneamente usate come sinonimi, sono le modalità più note e cercate da lavoratori e lavoratrici, che dopo due anni di flessibilità in termini di spazio e orari, chiedono la garanzia di mantenere la possibilità di passare dal lavoro in ufficio al lavoro da remoto a seconda delle necessità.


Un punto centrale su cui la conversazione si è focalizzata è stato il commento ai dati relativi agli Stati Uniti che sottolineano un incremento delle dimissioni volontarie da posizioni lavorative in corso, trend che può preoccupare le aziende e le piccole realtà che non offrono vantaggi competitivi. Il dilemma di come investire in formazione, unito alla sempre più crescente necessità di rendere il sistema più flessibile ai cambiamenti di personale, può diventare un problema gestionale se non affrontato in maniera ottimale e in tempi brevi.


Così come sono cambiate le esigenze dei singoli lavoratori, sono anche mutati gli ideali e gli obbiettivi che muovono la nuova coorte entrata nel mercato occupazionale. Mobilità, personalizzazione e creatività sono requisiti fondamentali richiesti dai candidati a nuove posizioni, consapevoli di misurarsi con possibili e frequenti cambiamenti di mansioni, di ruoli e di aziende.


Il consenso generale emerso dall’incontro è stato quindi di riconoscere questa tendenza e riproporsi un’analisi tempestiva della situazione, per provare ad implementare soluzioni che possano conciliare l’interesse aziendale con le necessità del lavoratore. Se condividere la mission non è più sufficiente per fidelizzare brand e personale, bisognerà studiare una serie di accorgimenti che non solo rendano i ruoli più flessibili ma anche annullino lo stigma intorno al fenomeno delle dimissioni volontarie, spesso considerate una sconfitta personale per il datore di lavoro e un motivo di insicurezza per il lavoratore.