Vagina revolution!


Il primo museo al mondo dedicato interamente a sua maestà la vagina si propone di formare con colorata ironia intere generazioni di uomini e donne

Colorato, istruttivo e sfacciatamente ironico: il primo museo della vagina al mondo appare come un vortice colorato di femminea estroversione. Chissà perché, a qualsiasi età, la parola vagina fa scappare ancora un ridolino adolescenziale: forse è perché non siamo abituati a chiamarla col suo nome, preferendo una variopinta palette cromatica di metafore, o forse a causa dell’ostentato timore adolescenziale di non saperne abbastanza.

Questa sorta di cortese tabù viene messo in atto da un’intera opera di massificazione che tende a precludere o offuscare (anche alle stesse donne) la rivalsa alla conoscenza dell’organo femminile più chiacchierato. Malgrado retaggi culturali arcaici o patriarcali, la celebrazione della vita, del sesso e del piacere femminile sta, grazie all’ingegno propositivo di Florence Schechter, vivendo un processo di destigmatizzazione assai importante. Gli argomenti trattati dalla curatrice del museo sono tanti: dalla conoscenza dell’organo femminile ad un ironico cartello per selfie che ricorda di effettuare i giusti esami ginecologici.

L’ingresso al museo avviene attraverso una vulva gigante: un po’ alla Robbie Williams nei panni di Patch Adams. Variopinti biscotti arcobaleno e svariate opere dagli stili differenti si susseguono all’interno della struttura situata a Brighton (nel sud di Londra), sede di studi ginecologici inclusivi e di genere. Femminismo, emancipazione, parità di genere e menstrual revolution si accingono a conquistare il mondo!

www.vaginamuseum.co.uk

#vaginamuseum

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