Vaccini, Confimi Industria: “Sia data priorità a chi lavora con l’estero”

Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria: “C’è una parte dell’industria manifatturiera che negli ultimi 12 mesi ha resistito e che resiste perché ha strutturato il proprio mercato oltreconfine”


“Si è passati dalla provocazione del se non ti vaccini ti licenzio al chiedere di vaccinare tutti i dipendenti in azienda perché la salute pubblica passa anche dalla ripresa economica, ragionamenti - commenta Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria - che non sembrano tener conto delle disponibilità dei vaccini e dell’andamento e delle esigenze reali del comparto produttivo”.

“Il personale sanitario italiano è stato il più colpito da questa pandemia e metterlo al sicuro con il vaccino è un’indiscussa priorità nazionale – precisa Agnelli e continua – nella stessa ottica crediamo (e chiediamo) sia opportuno allargare la vaccinazione da covid, in primo luogo, anche a tutte quelle figure professionali che a livello industriale sono state e sono le più esposte: collaudatori, montatori, addetti all’assistenza, commerciali estero” ha spiegato Agnelli.

“Lo spostamento per motivi di lavoro, del resto, è sempre stato ritenuto un valido motivo per valicare confini comunali, regionali e nazionali perché nonostante i passi da gigante che il nostro paese ha fatto nell’utilizzo del lavoro agile – precisa il presidente di Confimi Industria - l’Italia rimane un paese manifatturiero e il lavoro in presenza una naturale caratterizzazione di questo”.

Ma c’è di più. “C’è una parte dell’industria manifatturiera che negli ultimi 12 mesi ha resistito e che resiste perché ha strutturato il proprio mercato oltreconfine” ricorda Agnelli e continua “aziende che da un anno si trovano a dover gestire le diverse disposizioni circa il periodo di isolamento dei propri dipendenti sia in fase di entrata che in fase di uscita dai differenti paesi facendosi carico del costo che questo comporta”.

Si tratta di figure professionali a rischio perché sempre in giro, che al tempo stesso sono di un numero risibile, eppure, fondamentali per la catena industriale.

“Del resto, saranno proprio queste aziende – chiosa il presidente del manifatturiero - a pagare quest’anno tasse e adempimenti perché di certo non si possono chiedere a chi ha visto azzerarsi i fatturati a causa della pandemia, crediamo opportuno supportarle almeno in questa direzione” precisa Agnelli.