Unione consumatori: Modena è la città più cara d’Italia


Ecco la classifica delle città e delle regioni più care della penisola.  Al secondo posto Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 301 euro, terza Bari, dove l’inflazione a +1,3%, il primato di agosto, comporta una spesa supplementare pari a 270 euro

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di agosto, che scende a +0,4% su base annua, dal +0,5% precedente.

“Ottima notizia il rallentamento dell’inflazione. Purtroppo viene invece confermata la stangata sulle vacanze! Dopo i rincari intollerabili di luglio, infatti, in agosto proseguono i rialzi bulgari per chi è in ferie, in particolare nel settore trasporti: dal +31,7% del trasporto aerei passeggeri al +12,9% dei pacchetti vacanza nazionali. Una speculazione bella e buona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Meglio è andata per chi è dovuto rimanere a casa. La bassa inflazione a +0,4%, significa, per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, avere una maggior spesa annua complessiva di “soli” 109 euro.  Per una coppia con 1 figlio, il rialzo è di 99 euro su base annua, per una famiglia media, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 74 euro in più nei dodici mesi. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 29 euro, 46 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

Rese noti solo oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, non si conferma Bolzano, ma balza in testa Modena che, pur non avendo l’inflazione più alta, +1,1% (il record appartiene ancora una volta a Bari: +1,3%), ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 307 euro su base annua. Al secondo posto Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 301 euro, terza Bari, dove l’inflazione a +1,3%, il primato di agosto, comporta una spesa supplementare pari a 270 euro.

Le città più conveniente sono, invece, addirittura in deflazione. Al primo posto della città più risparmiose Bologna, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,3% genera un risparmio annuo di 85 euro. Al secondo posto Ravenna  (-0,3%, pari a -84 euro) e al terzo Trento, -0,2%, con un ribasso del costo della vita pari a 49 euro.

In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, la Liguria, che, con l’inflazione a +0,9, registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 207 euro su base annua. Segue l’Abruzzo, dove l’incremento dei prezzi pari all’1%, implica un’impennata del costo della vita pari a 205 euro, terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,9%, si ha un salasso annuo di 175 euro.

La regione con meno rincari, la Sardegna, dove il rialzo dello 0,1% si traduce in una maggior spesa annua di 20 euro. Marche e Umbria in seconda posizione, con una variazione dei prezzi pari a 22 euro per entrambe.

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