Union Jack a mezz’asta a Buckingham Palace: è morta la Regina

a cura di Laura Saracino


La Regina Elisabetta II è morta oggi a Balmoral, in Scozia, a 96 anni. A giugno era iniziate le celebrazioni del Giubileo di Platino in occasione dei 70 anni di regno, una ricorrenza mai festeggiata da nessun sovrano prima d’ora. Interrotte le feste e le cerimonie di giubilo, Londra e il paese renderanno omaggio alla sovrana a partire dai funerali previsti per il 18 settembre


Una sovrana che non solamente appare nei libri di scuola, ma la cui storia è la storia contemporanea d’Inghilterra: nei 70 anni in cui è stata regina, ha inaugurato il proprio regno con l’insediamento di Churchill come primo ministro e ha fatto in tempo a stringere la mano, sorridente, alla neonominata Liz Truss. Ha visto nascere il sogno europeo e l’ha visto finire con Brexit, ha visto la guerra del Vietnam e la caduta del muro di Berlino, l’allunaggio e la nascita di Internet. Una storia pubblica e personale non priva di vicende tragiche o poco chiare: oltre all’eclatante vicenda di Diana Spencer, basti pensare al recente scisma con Harry e Megan o al coinvolgimento del figlio Andrew nel caso Epstein.


Per 70 anni sul trono britannico, è stata la regina per la quasi totalità della vita della maggior parte della popolazione, inglese e mondiale. Ha contribuito a cambiare la percezione e il ruolo della famiglia reale nell’immaginario collettivo, diventando sempre di più una figura pop, come dimostra l’utilizzo di Instagram per condividere comunicati ufficiali, o l’essere accompagnata da James Bond durante le cerimonie delle Olimpiadi di Londra 2012. Anche le fotografie, espressione artistica a cui la famiglia Windsor è sempre stata molto affezionata, hanno reso moderna la figura della sovrana, come si può vedere negli scatti che compongono la mostra ‘Life Through a Royal Lens’ esposta a Kengsiton Palace.


Come Elisabetta I e Victoria prima di lei, è stata il volto di una nazione, una caratteristica che ci si augura i suoi successori siano in grado di assumere, seppur nei modi e con i mezzi che si confaranno al futuro. La sua longevità ha contribuito a mantenere un equilibrio nei confronti della famiglia reale, e il rischio che ciò possa corrodersi con i suoi eredi esiste. Il giudizio sulla monarchia divide le persone, tra chi rispetta e vive con nostalgia l’era di re e regine, e chi invece li reputa gli ultimi resti di un sistema obsoleto e che si regge solo su tradizioni oramai vuote e prive di significato. Ciò che però entrambe le parti non possono non riconoscere è il rispetto che si deve ad una persona che, nonostante le difficoltà dei tempi, delle vicende vissute e della propria posizione, è stata simbolo di un paese, un viso sorridente e pacifico che spesso viene ricordato circondato da familiari, nipoti e pronipoti.