Unc: la frenata dell’industria può trasformarsi in uno Tsunami

Il presidente Dona: “Dopo il lieve recupero di ottobre, il nuovo lockdown di novembre rischia di radere definitivamente al suolo le nostre industrie. Non è tanto l'entità del calo congiunturale a preoccupare, essendo lieve, quanto il fatto che rischia di essere la classica goccia che fa traboccare il vaso”


Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, la produzione industriale a novembre scende dell'1,4% sul mese precedente.

"Italia nei guai. Dopo il lieve recupero di ottobre, il nuovo lockdown di novembre rischia di radere definitivamente al suolo le nostre industrie. Non è tanto l'entità del calo congiunturale a preoccupare, essendo lieve, quanto il fatto che rischia di essere la classica goccia che fa traboccare il vaso, venendo dopo lo tsunami dei mesi passati" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Non solo la produzione è ancora inferiore del 3,5% rispetto a febbraio, ultimo mese pre-lockdown, e addirittura del 4,7% su gennaio, ultimo mese pre-pandemia, ma la cosa più allarmante è che è addirittura inferiore del 5% rispetto al rimbalzo di agosto, ossia solo 3 mesi prima" conclude Dona.

Secondo lo studio dell'associazione di consumatori, i beni di consumo hanno un gap da recuperare del 9,8% su gennaio, 8,9% su febbraio e del 7% su agosto.



Fonte: Unione Nazionale Consumatori su elaborazione dati Istat

(a) escluse costruzioni



Tabella: produzione industriale, variazione percentuale (dati destagionalizzati)


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