Un barometro per misurare il clima aziendale: People 3.0 trasforma le imprese in "Happy Company"

Anna Piacentini, CEO: "Idea sviluppata nell’ambito del confronto con le aziende testimonial. La pandemia ha portato nuova consapevolezza: benessere dei dipendenti e produttività vanno a braccetto"


C’è un nuovo modello di impresa che va affermandosi sempre di più nella fase post-pandemica: sono le “Happy Company”, territori dove gli obiettivi aziendali sono legati a doppio filo al benessere dei dipendenti, dove trova spazio una diversa forma di leadership basata su relazione, fiducia e valorizzazione del singolo. Luoghi dove non tutti sono felici ogni giorno ma dove la “happiness at work” viene incentivata, perché vincente anche di fronte alle crisi. E a breve potrà anche essere monitorata con precisione grazie al nuovo strumento per misurare il “clima” aziendale che la cooperativa emiliana People3.0 sta sviluppando attraverso la piattaforma Beaconforce.

“L’idea di sviluppare una sorta di barometro aziendale che misuri scientificamente e con precisione l’ambiente di lavoro in termini di benessere e felicità dei dipendenti – spiega Anna Piacentini, CEO di People3.0 – è una diretta conseguenza degli incontri con tante aziende nel corso della Settimana Internazionale ‘Happiness at Work’ che abbiamo organizzato dal 20 al 24 settembre scorsi. Nel corso dei cinque giorni dell’evento abbiamo messo a confronto e ascoltato oltre 200 manager e imprenditori di tutto il Paese e di diversi settori, mettendoci in gioco sia in laboratori a piccoli gruppi molto partecipati che ascoltando testimonianze di aziende che hanno intrapreso un chiaro percorso verso il modello delle Happy Company. Esempi positivi e concreti, senza nascondere anche le difficoltà incontrate, che dimostrano come investire su benessere e felicità aziendale non solo sia possibile ma sia la chiave di volta per il futuro post-pandemico. Ma da dove partire? Da più parti ci è stato richiesto un modello per capire ‘a che punto sono’ le aziende, come identificare le criticità, su quali aspetti lavorare prima o con maggiore intensità. Lo strumento che stiamo realizzando, vuole rispondere a queste domande e fornire chiare indicazioni ai manager per favorire la transizione in Happy Company”.

La piattaforma selezionata per dare vita a questo “barometro aziendale” sarà Beaconforce: “È uno strumento di coaching flessibile e versatile – conclude Piacentini -, già molto diffuso in diverse realtà per migliorare l’esperienza lavorativa dei dipendenti, la motivazione e, in definitiva, le prestazioni. Su questa architettura esistente People3.0 svilupperà un modello che consenta di analizzare lo stato dell’arte delle imprese e che fornisca chiare indicazioni per intraprendere un percorso di transizione verso il modello delle happy company. La sfida è grande e ci impegnerà per i prossimi mesi: il nostro team di coach e formatori sta lavorando alacremente mettendo a sistema decenni di esperienza sul campo, testimonianze di aziende italiane e internazionali, modelli e strategie esistenti. La strada, però, è segnata chiaramente: le testimonianze raccolte durante la Settimana Internazionale Happiness at Work dimostrano chiaramente che KPI aziendali e benessere dei dipendenti possono andare a braccetto”.


Le testimonianze

Determinanti nella decisione di sviluppare un modello scientifico di misurazione del “clima” aziendale sono state le testimonianze delle aziende protagoniste delle tavole rotonde della Settimana Internazionale “Happiness at Work” 2021, vere e proprie Happy Company che si sono raccontate e rese disponibili a un ricco confronto con il pubblico.

"Ringraziamo People 3.0 per averci ospitato e per averci dato l'opportunità di condividere la nostra esperienza con realtà che, come noi, si fanno portatrici di un nuovo modello di impresa fondato sulla volontà di generare un impatto positivo sulle persone, le comunità e i territori - ha sottolineato Ruggero Frecchiami, Direttore Generale di Assimoco, prima Compagnia Assicurativa in Italia ad aver acquisito la qualifica di società Benefit -. Queste giornate sono state ricche di spunti interessanti per Assimoco che, quotidianamente e concretamente, come testimoniato dai nostri interventi, rivolge il proprio impegno alle oltre 400 persone che lavorano in azienda con l’obiettivo di renderle soddisfatte e orgogliose di far parte di questa comunità".

“Siamo orgogliosi di aver preso parte alla settimana Internazionale “Happiness at Work” – fa eco l’AD di Dgroove, Francesco Giachi -. Una settimana ricca di eventi che ci ha dato la possibilità di raccontare il nostro modo di portare la felicità all’interno dell’ambiente di lavoro di Dgroove. Il modo in cui i lavoratori vivono il rapporto con l’azienda incide notevolmente sulla motivazione personale e produttività aziendale. Noi ci crediamo molto”.

“Abbiamo partecipato con grande entusiasmo alla Settimana Internazionale Happiness at Work – commenta Toni Volpe, CEO di Falck Renewables -, raccontando il nostro impegno per il benessere delle persone, con la creazione e il mantenimento di un ambiente di lavoro il più possibile stimolante e sostenibile. Ringraziamo l’organizzazione per questa opportunità di dialogo e di scambio proficuo su tematiche centrali nel nostro modo di fare business”.

“Sono fortemente convinto del ruolo centrale che le persone ricoprono all'interno delle organizzazioni – conclude Paolo Bianchi, Delivery Manager di Artexe, società afferente a Maps Group -,pertanto ho accolto con entusiasmo l'opportunità di intraprendere all'interno del Gruppo un percorso specifico legato al tema Well Performance. È stato gratificante poter partecipare all'apertura della Settimana Internazionale Happiness at Work, portando una testimonianza diretta di come questo percorso ha trovato applicazioni concrete e risvolti tangibili all'interno delle dinamiche di lavoro. Trovo che investire nel benessere reale delle persone sia giusto sotto un profilo etico ma anche opportuno dal punto di vista degli obiettivi tipicamente connessi allo scope di un'azienda”.