Trasformare vecchi container in mini-case: l’iniziativa dell’imprenditore Andrea Ermelli

Con le case container, la Metella Trasporti & Logistica è un esempio di come sia possibile la transizione verso un approccio olistico che coinvolge tutto l’assetto aziendale e accompagna il consumatore, non più semplice utilizzatore del bene ma anello di giunzione tra produzione, consumo e riutilizzo innovativo


a cura di Laura Saracino


Ad un passo dal 50esimo anniversario dalla fondazione, l’azienda parmense Metella Trasporti & Logistica, punto di riferimento sul territorio nel settore gestionale e logistico di trasporti nazionali e internazionali, ha da qualche anno introdotto un servizio innovativo: ridestinare i container non più utilizzati per la loro originaria funzione ad una nuova vita. Oltre ad essere un esempio di upcycling industriale, riadattare la produzione verso prodotti innovativi che utilizzino materiale altrimenti destinato allo smaltimento, è un procedimento all’avanguardia che aziende di ogni settore stanno progressivamente implementando tra i loro servizi.

Il termine upcycling si riferisce al riutilizzo di beni più o meno obsoleti finalizzato alla produzione di nuovi prodotti di maggior valore o qualità, sia essa reale o percepita. Nel caso dei container realizzati da Metella SRL, i moduli contenitori cambiano completamente natura: dallo stivaggio merci diventano soluzioni abitative, commerciali, sportive, permettendo un alto livello di personalizzazione.

“Sviluppando una divisione dedicata alla modifica e alla realizzazione di qualsiasi tipologia di struttura con l'utilizzo di container di tipo marittimo e di container coibentati, oltre all vendita del semplice container siamo in grado di fornire strutture personalizzate che si adattino al meglio alle esigenze del cliente” – spiega Andrea Ermelli, CEO di Metella SRL.

Una soluzione doppiamente favorevole sia per l’ambiente che per il cliente, che riscuote successo anche in Italia dopo la diffusione sui mercati statunitensi e scandinavi. “Ho conosciuto realtà dove queste soluzioni sono attive da decenni, e sono rimasto affascinato da questo modo di utilizzare il prodotto in maniera alternativa rispetto allo smaltimento” – continua Ermelli – “Noi producevamo già container, si trattava solo di capire come fare ad adattare questa possibilità allo stile di vita italiano”. Il grosso interessamento e l’alta richiesta sembrano essere già un successo, alimentato ulteriormente dai vantaggi organizzativi e logistici di optare per tale soluzione.

La possibilità di dislocazione del container è un grande punto a favore per tutte le piccole attività commerciali come chioschi e bar: la natura del container, pensato per il trasporto su mezzi, permette un trasferimento facile verso una zona più favorevole. Anche in caso di vendita dell’attività, non avere un’opera in muratura da adattare o demolire è un vantaggio. La mancanza di fondamenta, oltre a rendere estremamente rapido lo spostamento, permette di accorciare notevolmente le tempistiche di preparazione: “Per chi deve fare un investimento, la velocità di esecuzione è un fattore determinante – sottolinea Ermelli – In due mesi garantiamo di fornire un’abitazione di 60 mq chiavi in mano: rispetto agli anni necessari per la costruzione di un edificio, la tempistica incide enormemente nella scelta del container”.

In quanto rimovibili, i moduli non hanno bisogno di licenze particolari per le soluzioni abitative, e rispettano le altezze e le normative necessarie per approvare la legale residenza all’interno. Le regole di edilizia e urbanistica possono cambiare da comune a regione, e i futuri inquilini devono attenersi ad eventuali regolamenti particolari. All’interno, le case container hanno tutte le caratteristiche classiche delle abitazioni, con simili costi di partenza e manutenzione. “Un punto fondamentale che spinge tanti verso questa scelta è la libertà di personalizzazione della propria abitazione – osserva l’imprenditore – all'interno del nostro sito c'è una sezione dedicata dove un configuratore permette al cliente di comporre a proprio piacimento il modulo, inviare una bozza della metratura, del colore, delle porte e delle finestre e noi proponiamo un preventivo. Ogni soluzione è diversa e viene realizzata ad hoc sulla base delle esigenze di ogni specifica richiesta.” La customizzazione è un fattore fondamentale della proposta, che permette all’acquirente di realizzare la propria abitazione in maniera unica e inimitabile, sia all’interno che all’esterno, combinando diversi container in totale libertà creativa.


Un’idea innovativa che sembra piacere molto al pubblico, soprattutto a chi è più attento alle soluzioni ecosostenibili e green: “Oltre ad essere già coibentati, i container possono essere integrati dal punto di vista energetico di tecnologie all’avanguardia per raggiungere l’autosufficienza, come installazione di pannelli solari e mini-eolico, recupero e raccolta di acqua piovana – prosegue Ermelli – e proponiamo anche il controllo da remoto del modulo attraverso un’app sullo smartphone”.


Anche dal punto di vista industriale è un passo avanti notevole verso un modello sempre più simile all’economia circolare, di cui uno dei capisaldi è la produzione della quantità minore possibile di rifiuti, convertendo la produzione in modo da accompagnare il prodotto nelle fasi successive alla vendita, e progettando, al termine della vita produttiva, la conversione del materiale utilizzato per destinarlo alla creazione di nuovo utile. Per la Metella Logistica adottare questa tecnica di upcycling è stato un passaggio voluto e cercato, portato a termine dopo uno studio attento di tecnologie, materiali e risorse necessarie per rendere fruibili e sicure queste tipologie strutturali. “Il nostro slogan della seconda vita dei container esprime proprio la nostra intenzione di realizzare un prodotto nuovo ottenuto con lavorazioni all’avanguardia e utilizzabile in tutti i settori” – conclude l’imprenditore parmense.

Con le case container, la Metella Trasporti & Logistica è un esempio di come sia possibile la transizione verso un approccio olistico che coinvolge tutto l’assetto aziendale e accompagna il consumatore, non più semplice utilizzatore del bene ma anello di giunzione tra produzione, consumo e riutilizzo innovativo.