Tik Tok: scoperta falla nell’app che sta facendo impazzire i giovani


Daniel Rozenek, esperto di cybersecurity: “Le applicazioni spesso mettono a repentaglio i dati personali, gli utenti devono essere consapevoli di cosa rischiano. L’aggiornamento è d’obbligo per non rischiare la perdita di dati sensibili”

Che le applicazioni social siano spesso “pericolose” in termini di perdita di dati sensibili non è un segreto. Ma l’esposizione che possono provocare non impedisce loro di diventare sempre più popolari, soprattutto tra i giovani. Tik Tok è sicuramente una delle applicazioni che ha più successo, con al carico oltre 1 miliardo e mezzo di download. Si tratta infatti della terza app più scaricata, dopo Whatsapp e Messenger.

All’interno dell’applicazione è stata scoperta però, a fine novembre, una falla che permetterebbe ai criminali informatici di accedere agli account degli iscritti, pubblicare video non autorizzati e cancellarne altri memorizzati, modificare le impostazioni per cambiare la privacy (da privato a pubblico magari) ed estrarre dati sensibili.

Così Daniel Rozenek, titolare di Tekapp ed esperto di cybersecurity: “siamo talmente tanto affezionati al cellulare che spesso il nostro buon senso viene offuscato. Purtroppo le applicazioni, anche quelle più utilizzate, che quindi dovrebbero essere anche più controllate, diventano spesso un cavallo di Troia per gli hacker che vogliono entrare all’interno dei dispositivi mobili. È ovvio che non si può impedire ai giovani di non usare determinati applicativi, ma è anche vero che è importante, almeno tenere controllata la situazione. In questo caso, la casa madre ha rilasciato una patch risolutiva, che va aa “tappare” la falla in modo che non possa essere utilizzata. Basta un aggiornamento per installarla. Prendendo ad esempio questo caso, il mio consiglio è di aggiornare sempre le app, in modo da avere sempre la versione più nuova”

Tik Tok non è nuova a critiche, d’altronde anche l’esercito USA pochi giorni fa ne ha vietato l’uso sugli smartphone del governo, considerandolo non sicuro in termini di sicurezza informatica.

“Il dubbio, con queste app, è che spesso l’immensa popolarità non permetta alla casa madre di rimanere al passo con le esigenze di sicurezza informatica, che crescono ogni giorno. È successo così anche con Facebook. Chi scarica queste applicazioni deve quindi essere almeno consapevole del fatto che i propri dati potrebbero essere utilizzati e sottratti, ed accettare la cosa. A proprio rischio e pericolo”

Pericolo che però si aggrava, dato che si parla di un’utenza perlopiù giovanissima, spesso di minorenni. Ecco perché l’Unione Nazionale dei Consumatori ha richiesto l’intervento del Garante della Privacy per capire cosa abbia fatto l’azienda produttrice per risolvere il problema e perché i consumatori ne siano venuti a conoscenza solo ora.

Tekapp opera da anni nel settore della cybersecurity, impiegando le proprie forze anche per diffondere la cultura cyber. È la prima azienda in Italia ad offrire il servizio di Pronto Intervento Cyber.

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