Ruote Libere: "Autotrasporto cenerentola del sistema Paese: mense chiuse e niente vaccini"

Parla Cinzia Franchini, portavoce del raggruppamento di imprenditori del settore dei trasporti: "Mense negli autogrill autostradali chiuse la sera. Una umiliazione che si somma a quella, ancor più grave, collegata al totale silenzio rispetto al tema delle priorità vaccinali"


"La chiusura serale delle mense degli autogrill autostradali è solo l'ultimo schiaffo a una categoria, quella degli autotrasportatori, che il Governo continua a trattare come la cenerentola del sistema-Paese. A dispetto dei cambi di nome ad effetto del ministero, nulla è cambiato purtroppo rispetto alla scarsa considerazione che viene concessa agli autotrasportatori. Poco importa se il nostro ministero di riferimento sia legato alla parola 'trasporti' o 'mobilità sostenibili', la sostanza è che chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane vive da un anno, dall'inizio della pandemia, una odissea senza fine". A parlare è la portavoce di Ruote Libere Cinzia Franchini. "Il mondo dell'autotrasporto non si è mai fermato, anche nei momenti di lockdown più duro, garantendo i servizi essenziali al Paese, a partire dalle consegne nei supermercati e nelle farmacie, con anche la distribuzione del vaccino negli ultimi mesi, eppure tutti sembrano dimenticare cosa significhi viaggiare per ore e stare lontani da casa per giorni senza la possibilità di avere la garanzia di trovare un posto dove poter avere un piatto caldo la sera. E' inaccettabile non aver considerato la necessità di mantenere alcuni punti di ristoro e di servizio aperti e totalmente funzionanti in autostrada e anche nelle principali arterie stradali interne. Una umiliazione che si somma a quella, ancor più grave, collegata al totale silenzio rispetto al tema delle priorità vaccinali. Il governo nemmeno si è posto il problema di garantire il vaccino agli autotrasportatori e agli operatori della logistica che si approcciano ogni giorno con strutture alimentari, sanitarie e con i magazzini aziendali. E' ovvio che il dato di anzianità ha un peso determinante rispetto alla somministrazione dei vaccini, ma non si comprende come alcune categorie decisamente meno a rischio rispetto a quella degli autotrasportatori abbiano potuto godere di corsie preferenziali. Purtroppo l'unica corsia che il Governo da tempo mostra alla nostra categoria è quella degli slogan e dei complimenti sterili e fini a se stessi".