Rinnovato il CDA de L'Ovile: Maramotti confermato presidente

Due “new entry” nell’organo della cooperativa sociale, che ha portato gli occupati a 369 unità

Valerio Maramotti è stato confermato alla presidenza della cooperativa sociale L’Ovile. Conferme, nel Consiglio di amministrazione rinnovato dall’assemblea dei soci, anche per Patrizia Bonacini (vicepresidente), Simone Lusuardi, Emanuele Mussini e Alessandro Zanetti, mentre affrontano il primo mandato i neoconsiglieri Elton Muzhaqi e Alberto Bigi. Il Consiglio ha poi confermato Gabriele Mariani alla direzione della cooperativa. Nel 2019, L’Ovile ha sfiorato i 15,9 milioni di fatturato, il valore più alto raggiunto nei 27 anni di storia della cooperativa, mentre l’occupazione ha fatto segnare un +15% rispetto al 2018, portandosi a 369 unità. “Quest’ultimo – spiega il presidente Valerio Maramotti – è il risultato più importante della nostra attività, tutta orientata, sin dalle origini, alla creazione di opportunità di inserimento lavorativo per donne e uomini in condizioni di svantaggio”.

Proprio i lavoratori svantaggiati certificati si sono portati a 157 unità e rappresentano il 43% sul totale degli occupati. In particolare, il 30,08% dei lavoratori de L’Ovile (191 dei quali sono soci-lavoratori e rappresentano quasi il 60% dell’intera compagine sociale, composta anche da 71 soci volontari e altrettanti soci sovventori) è stato impegnato nel settore ambientale, manutenzione del verde e attività agricole, mentre il 22,76% ha operato nel campo delle pulizie, il 17,07% in lavorazioni industriali, il 13,28% nell’ambito della salute mentale, carcere, mediazione linguistico culturale e accoglienza femminile. “In questi ambiti – sottolinea il presidente de L’Ovile – abbiamo decisamente rafforzato le collaborazioni con le realtà istituzionali, i servizi pubblici e il mondo imprenditoriale, portando a 39 il numero delle imprese con le quali collaboriamo stabilmente; contemporaneamente abbiamo ulteriormente intensificato le politiche riguardanti il sostegno alle fragilità psichiatriche, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente (con quasi il 6% dei lavoratori impegnati in “Ecosapiens”, ramo d’azienda che gestisce 64 ettari di aree naturali, con quasi 15.500 accessi nel 2019), i servizi riguardanti la giustizia riparativa e il sostegno relativo alla detenzione e all’inclusione di ex detenuti”. “Il prossimo triennio di lavoro, che ci porterà al trentennale della cooperativa – conclude Maramotti – ci vedrà impegnati anche nella ricerca di ulteriori segmenti di attività, facendo leva su nuovi progetti finalizzati a quella differenziazione che appare fondamentale – come dimostra la stessa esperienza vissuta con la pandemia – per assicurare stabilità ai percorsi di inserimento lavorativo sui quali siamo impegnati”.




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