Parlare di lavoro è démodé: eppure nasce Confapi Reggio Emilia. A settembre l’ufficialità

Il tavolo di lavoro Imprenditori Associati Emilia confluisce nel sistema Confapi: il presidente sarà Gianfranco Lusuardi di Clean Service. Cento le aziende al via


Oggi più che mai le associazioni datoriali assomigliano a dei gruppi vacanza.

Negli anni, queste confederazioni, hanno perso il peso politico e la concreta valenza diventando delle ottime società di servizi, certamente molto più avvezze nel vendere prodotti che nello sbattere i pugni sul tavolo giusto.

L’associazione datoriale nasce per fare da scudo al mondo del manifatturiero, del lavoro, per proteggere chi, ogni giorno, alza la saracinesca, chi crea posti di lavoro in quella che è una nazione di microimprese che arrancano.

Il compito delle associazioni datoriali è quello di unire, di creare fronti compatti utili a favorire sviluppo economico, voci all’unisono e sinergiche.

Le grandi confederazioni vivono oggi momenti di indubbia difficoltà, difficoltà che vengono evidenziate nei piani di ciascuna, obiettivi ancora confusi che si scontrano con dei cambiamenti storici violenti, cambiamenti che deteriorano la morfologia del tessuto sociale in maniera assolutamente irreversibile.

Serve una chiara identità che oggi manca.

La piccola e media impresa è assediata dalle chiusure, spesso dettate dal mancato cambio generazionale al timone, oppure viene divorata dalle acquisizioni da parte di grandi gruppi, cordate che ne assorbono il parco clienti e le tecnologie senza badare al legame col territorio, alla storicità del marchio, al gruppo dei fornitori.

I mercati diventano vasti, le multinazionali fanno shopping nei nostri quartieri artigiani, in contemporanea, quasi per beffa, l’imprenditoria risulta scarsamente rappresentata anche in Parlamento.

Oggi parlare di lavoro è démodé.

In questo scenario così complesso nasce una nuova territoriale di rappresentanza: Confapi Reggio Emilia, con sede a quattro passi dalla stazione Av Mediopadana.

A darne l’annuncio è stato il decano dell’imprenditoria Gianfranco Lusuardi, imprenditore a capo dell’azienda Clean Service, impresa di servizi che conta più di 500 addetti tra dipendenti e collaboratori. A formare la base di questa nuova avventura associativa troviamo il tavolo di lavoro IAE (Imprenditori Associati Emilia), rete d’impresa “bianca” che sceglie quindi di innalzare la bandiera di Confapi e di rappresentarne la funzione sociale e politica sul vasto territorio reggiano.

Il direttore della nuova territoriale sarà Claudio Zamparelli, dirigente che vanta una grande esperienza in ambito associativo vista le passate attività prima in Confimi Industria Emilia e poi proprio in Confapi. Una persona che conosce la città, che conosce la provincia.

Divulgato anche il consiglio direttivo, composto da Sergio Giaroli (Gamma Insonorizzazioni), da Roberto Maffei (WIMORE Srl), da Massimiliano Perrone (Apaper Srl) e dall’esperto Elio Annovi (Spazio A Costruzioni & Design).

Quali saranno gli elementi differenzianti di questa nuova iniziativa? In che modo Confapi Reggio Emilia saprà rispondere ai temi che oggi interessano il futuro prossimo della nostra impresa? Queste le domande che formuleremo nel mese di settembre, durante il congresso che ufficializzerà la nascita di Confapi Reggio Emilia, alla presenza delle autorità e dei mondi produttivi.

Piccola indiscrezione: tra gli associati anche diversi profili che potrebbero dare molto al lavoro di squadra, tra cui gli imprenditori Stefano Compagni e Cinzia Rubertelli: ma ora è davvero troppo presto.

Ci vediamo a settembre.


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