Muzzarelli: “Se non riparte il lavoro, il resto non ha senso”


Il sindaco di Modena. “Dialogo aperto col Governo per riavviare le produzioni. Importante anche tema della riorganizzazione della Pa; oggi il 60% del personale del Comune in smart working

“Il tema della fine del lockdown e sul come avverrà una ripresa graduale e in sicurezza sono la priorità per l’Italia e per il nostro territorio”, ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli parlando al Consiglio comunale mercoledì 22 aprile in relazione all’emergenza Coronavirus. “Il dialogo con il Governo è aperto e io auspico che il lavoro possa ripartire e che le grandi filiere aziendali presenti in Emilia-Romagna, soprattutto con vocazione all’internazionalizzazione, siano messe nelle condizioni di riavviare le produzioni, perché in regione ci sono 500mila persone in cassa integrazione e oltre 300mila posti di lavoro a rischio. Se non riparte il lavoro, tutto il resto non ha senso e anche i bilanci dei Comuni diventano insostenibili e la chiusura dei servizi passa da ‘fantascienza’ a una drammatica opzione sul tavolo”, ha continuato Muzzarelli sottolineando la partecipazione di pochi giorni prima al Tavolo Unico del Lavoro convocato dalla Regione per arrivare a una proposta condivisa da sottoporre all’esecutivo nazionale”. Il sindaco ha quindi ricordato i nuovi provvedimenti nazionali che sul fronte economico hanno caratterizzato le ultime tre settimane con significative ricadute sugli enti locali come il Decreto Liquidità Imprese che contiene importanti garanzie per imprese, artigiani, autonomi e professionisti, mentre il decreto Cura Italia-Marzo è prossimo alla conversione in legge. Al Senato sono intervenuti alcuni emendamenti che non modificano di tanto l’impatto per gli Enti Locali e in particolare, per quanto riguarda gli articoli 48, sono in corso diverse interlocuzioni con gli altri Comuni e la Regione per arrivare ad un’applicazione sostenibile e il più possibile uniforme. Sempre con riferimento agli stanziamenti del Cura Italia-Marzo, dopo l’anticipo del Fondo Solidarietà Comuni, già incassato, sono arrivate le prime circolari ministeriali che quantificano le ripartizioni dei fondi per i Comuni. Al momento sono arrivate le risorse che fanno riferimento agli articoli 114 e 115, rispettivamente per gli straordinari e dotazioni di Polizia locale e per il concorso al finanziamento delle spese di sanificazione e disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi: nel complesso sono circa 280mila euro. Il Comune di Modena parteciperà poi al bando regionale di sostegno allo smart working degli enti locali che finanzia progetti fino ad un massimo di 150mila euro, un provvedimento che risponde ad una primissima istanza di aiuto per la riorganizzazione del lavoro all’interno dell’ente. “Il tema della riorganizzazione del lavoro nella Pubblica Amministrazione dopo la fase di attraverso modalità digitali e decentrate, sarà infatti cruciale emergenza – ha affermato il sindaco – e varrà per tutti i livelli: nazionale e locale. Per gestire l’emergenza il Comune di Modena ha ricorso in fretta all’utilizzo massiccio dello smart working. Ad oggi i dipendenti comunali che svolgono il lavoro in modalità “agile” sono circa 900, ovvero il 60% del personale complessivo del Comune e tale modalità ha riguardato trasversalmente tutti i settori e i diversi profili professionali ad eccezione delle figure la cui presenza fisica è correlata alla tipologia di mansione, come gli operatori della Polizia locale, del pronto intervento e manutenzione e dei Servizi sociali. La risposta alla situazione contingente è stata rapida ed efficace ed ha coinvolto un numero significativo di persone. Nel mese di marzo lavoravano negli uffici 667 persone (42,65% del totale) mentre erano impegnate da casa ben 897 persone (57,35% del totale). Lo si è potuto fare grazie all’incremento delle dotazioni informatiche e il collegamento da remoto tramite Vpn che consente al personale di accedere a tutte le procedure e alle banche dati dell’Ente, nonché le piattaforme per le video riunioni.

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