“Lo Stato deve essere garante e aiutare in solido le PMI in difficoltà”


Covid-19: Agnelli (presidente di Confimi Industria) interviene sulle misure finanziarie emanate dal Decreto Legge Cura Italia

“Abbiamo chiesto a gran voce che fosse concessa liquidità immediata alle aziende e invece, ancora una volta, il decreto Cura Italia rende le pmi vittime di un’economia bancocentrica fatta di lungaggini dagli esiti incerti” commenta amaramente Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria facendosi portavoce degli alert che arrivano dagli imprenditori associati che in questo momento di emergenza sono tornati a confrontarsi con gli istituiti di credito in riferimento alle misure finanziarie messe a punto dal Governo.

“Bisogna invertire l’iter, l’intero processo – sottolinea Agnelli – è lo Stato che in questo caso deve farsi garante e invece dobbiamo sperare di superare le estreme prudenze delle banche”. “Nella vicina Svizzera, se una pmi chiede un prestito fino a 500 mila franchi lo ottiene in giornata, se superiore ai 500 mila euro i tempi di allungano a 2 giorni, e ovviamente – precisa Agnelli – a interesse zero e tutto garantito dallo Stato”

“E invece riceviamo ogni tipo di segnalazioni dal nostro sistema: “la banca non applica le misure fino a che il Decreto non sarà convertito” o ancora “la banca non sa quali procedure adottare” e scavando “la banca le applica, ma aggiunge due righe di aumento nelle condizioni operative del conto”.

“Quali sono quindi le aziende che possono accedere a questi aiuti?” domanda con sarcasmo il presidente di Confimi “le grandi aziende e i grandi gruppi, ovviamente, quelle che hanno i bilanci apposto e un raiting aziendale che non desta particolari preoccupazioni, praticamente vi accede a chi non serve” denuncia Agnelli “lo Stato italiano deve fare da garante e non fare business, e aiutare le aziende in difficoltà”.

“Questo sistema rischia di danneggiare due volte gli oltre 4 milioni di piccole e medie imprese italiane, che si troveranno a cercare di sopravvivere – chiude il presidente Agnelli – essendo ancora una volta vittime del sistema creditizio”.

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