Lavoro, dati allarmanti: a giugno -46 mila occupati

Il presidente Dona (Unc): “Nemmeno il blocco dei licenziamenti ha preservato il posto fisso, anche se il grosso della riduzione, su base annua, è per i dipendenti a termine"

Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, a giugno si contano 46 mila occupati in meno rispetto a maggio.

"Dati gravi e preoccupanti. Non solo con la riapertura di negozi e delle fabbriche non si registra alcun rimbalzo, ma prosegue l'andamento negativo dei livelli di occupazione, con un calo mensile degli occupati di 46 mila unità, di cui 60 mila permanenti" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

"Insomma, nemmeno il blocco dei licenziamenti ha preservato il posto fisso, anche se il grosso della riduzione, su base annua, è per i dipendenti a termine, oltre mezzo milione, -548 mila rispetto a giugno 2019" prosegue Dona.

"In appena 4 mesi, gli occupati sono precipitati da 23 mln e 300 mila di febbraio a 22 mln e 702 mila di giugno, con una caduta di 598 mila unità, quelli a termine sono crollati da 2.919 mila di febbraio a 2.555 di giugno, con una flessione di 364 mila unità" prosegue Dona.

"Se si aggiunge che il dato è artefatto, attenuato dal blocco dei licenziamenti, è decisamente allarmante. Cosa succederà quando il mercato del lavoro sarà sbloccato dal vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda del mercato? O il Paese sarà ripartito con slancio, oppure sarà una carneficina di lavoratori" conclude Dona.

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