L’innovazione ci salverà, forse

Editoriale a cura di Francesca Iattici


“Un mondo nuovo - L’innovazione ci salverà” è il titolo della copertina di un mensile rimasto sulla scrivania di un collega. Datato ottobre 2020. Quasi un anno fa, otto mesi dopo lo scoppio della pandemia. Oggi, un anno dopo la sua pubblicazione, leggendo lo stesso titolo, sorrido. Un sorriso un po’ amaro: in che modo l’innovazione ci ha salvati? Salvati poi da cosa? La medicina ci sta salvando, forse. L’innovazione intesa come tecnologia, digitalizzazione, hardware, software, videocall, e-commerce, DAD, applicazioni, cosa sta realmente salvando?


Le uniche cose ad essere salvate sono le password e i dati su tutti quegli strumenti senza i quali, al giorno d’oggi, sembra praticamente impossibile svolgere qualsiasi attività. Non eravamo pronti a tutto questo, alla pandemia e alla conseguente digitalizzazione forzata. Abbiamo il fascicolo sanitario, ma per le cosiddette ricette “bianche” bisogna andare dal medico. Abbiamo il famoso SPID, ma se perdi la carta d’identità devi andare da Carabinieri a far denuncia. Abbiamo un account, con relativa password (da modificare obbligatoriamente ogni 30 giorni, quindi se il mese prima era la propria data di nascita il mese dopo sarà la data di nascita della mamma o della nonna, così sì che li freghiamo gli hacker), anche per fare la spesa. Poi quell’altra app che serve per creare codici temporanei d’accesso, perché la sola password (sempre la famosa data di qualcuno della famiglia) non basta più. Se scrivi le password su un libretto non va bene, se te le dimentichi non le puoi cambiare perché serviva proprio quella password per entrare nell’area del cambio password. Abbiamo un QR code per certificare la nostra possibilità di sederci al ristorante, però il cameriere non ha scaricato l’app per leggerlo.


Non è facile.

Sembra che manchi completamente il buon senso, ci siamo dimenticati che in fondo siamo animali sociali. Abbiamo bisogno di aiuto a volte, un aiuto vero. Non esiste FAQ che possa rispondere alle nostre domande. Non esiste form di contatto che possa effettivamente capire le nostre esigenze.


Quindi permettetemi di dire che no, l’innovazione non ci ha salvato, né lo farà in un futuro. L’ignoranza incalza paurosamente e rimpinzare le persone di tecnologie alle quali non sono preparate non fa altro che peggiorare la situazione.


Il buon senso, il dovere civico, il rispetto reciproco, la fiducia.

Tutto questo ci salverà, forse.