L’imprenditrice Paola Poletti: “A marzo evitata la pioggia di insoluti”


Pagamenti e scadenze fornitori: al momento vince il senso di responsabilità, ad oggi è scongiurato l’effetto domino che si temeva ad inizio epidemia

MODENA EST – La Modena dei metalmeccanici si prepara ad una lenta ripartenza, siamo ad inizio aprile ma i danni provocati dalla guerra al Coronavirus si intravedono in maniera nitida: “Dovremo fare i conti con diversi mesi in salita, con commesse da rivedere e con una ricostruzione lenta ma possibile” così Antonella Carani, imprenditrice a capo di CME, azienda che si occupa di impianti per la lavorazione degli inerti e centrali di betonaggio. L’imprenditrice ha aggiunto: “Con l’aiuto della Compagnia delle Opere e di altre associazioni datoriali avevamo lanciato un chiaro allarme: si temeva una pioggia di insoluti che, fortunatamente, non è arrivata, almeno a marzo”. Dello stesso avviso l’imprenditrice Paola Poletti della Stefani & Poletti, che collabora con Antonella ed altri imprenditori a diversi progetti comunitari: “Nella nostra rete d’impresa si temeva il peggio, una situazione dove tutti smettevano di pagare tutti compromettendo l’equilibrio del tessuto imprenditoriale, ad oggi questa situazione non si è verificata, almeno per quello che riguardano i dati analizzati dal nostro gruppo di lavoro. Fornitori e dipendenti sono stati pagati puntualmente e la situazione non è andata degenerando, ma è ancora troppo presto per  cantare vittoria, a preoccuparmi è aprile e maggio, due mesi che saranno difficilissimi e che metteranno a dura prova tutte le piccole e medie imprese del territorio.  Buona parte degli imprenditori la pensano come noi e si stanno sforzando di proseguire nei pagamenti. In questo modo mantengono in piedi la propria filiera e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo non solo locale, ma direi di tutto il Paese. Infatti tantissimi tra i miei clienti e fornitori hanno fatto circolare comunicazioni dove chiedono ai clienti di onorare i propri impegni e si impegnano a pagare a loro volta dipendenti e fornitori, un senso di responsabilità comune che, almeno ad oggi, si è manifestato nel concreto e questo è sicuramente importantissimo”.

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