L’imprenditore Franco Zaffignani: “Unire le forze per farsi trovare pronti alle sfide dei mercati"

Intervista all’associato di Compagnia delle Opere Emilia che si occupa di logistica, titolare dell’azienda Nt Service con oltre 500 addetti


PIACENZA - I protocolli di sicurezza e le nuove buone maniere del periodo ci impongono di svolgere le interviste via web, utilizzando gli strumenti della rete, rendendo tutto più veloce e sicuro ma anche immensamente meno arricchente. Franco Zaffignani è una di quelle persone con la quale è affascinante dialogare, oratore mai scontato e che lascia emergere una certa sensibilità e lungimiranza nell’osservare il mondo che cambia. Un capitano d’azienda esperto, un veterano con la forza dell’innovatore che guarda con grande capacità critica al passato.

Storico attivista della Compagnia delle Opere, sempre aperto a sinergie e scambi, è certamente una delle figure di riferimento per il mondo della logistica, un settore diventato chiave che occupa, ancor di più, il centro della scena economica: “L’associazione è importante per noi imprenditori, ma l’errore più comune è associarsi col solo intento di trovare clienti. Certo, questi gruppi servono anche per fare affari, ma l’obiettivo primario è il confronto, la formazione reciproca, la sinergia. Non possiamo inserire l’associazionismo come cardine nei nostri piani marketing, se si parte così si rischia di rimanere delusi” Zaffignani conosce il mondo associativo, guida una grande azienda, la Nt Service, con oltre 500 addetti, ha un filosofia elaborata nel tempo e la sua visione futura è chiara: “La nostra economia è unica al mondo: la nostra spina dorsale è composta da tante piccole e medie imprese, una grande risorsa, ma se vogliamo preservare questo tesoro dobbiamo capire che è giunto il momento di unirci, di raggrupparci in squadre produttive, dobbiamo guardare con interesse alle fusioni, solo così riusciremo a preservare il nostro comparto produttivo e ad affacciarci con forza al mondo dell’internazionalizzazione” una chiacchierata sulla nostra ossatura di Paese che tocca vari temi: “Il problema in Italia è che tutti siamo gelosi del nostro orticello, nessuno ha la volontà di cooperare con trasparenza, preferiamo restare piccoli e soli piuttosto che unire le forze per crescere insieme e questo ci condanna ad una situazione di minoranza quando dobbiamo interfacciarci coi tedeschi o coi colossi degli Stati Uniti. Vede, alle volte mi scontro con tanti imprenditori che continuano a sostenere sempre che, siccome hanno fatto sempre così non devono cambiare. Allora penso alle riunioni d’oggi, con le call e le videochiamate, penso al modo di lavorare che abbiamo assunto negli ultimi mesi, a quello di ieri e mi rendo conto che il cambiamento è drammaticamente veloce e noi, per non restare indietro, dobbiamo avere la lucidità per capire che nulla sarà come prima e che tutto è destinato ad evolversi” Zaffignani lavora coi figli, anche loro a capo di una attività imprenditoriale, e proprio con loro discute dello spirito manageriale da assumere in questi anni: “Ho consigliato ai miei ragazzi di investire in sinergie con alleati di valore, di aprire le porte dell’azienda ad altre realtà giovani come la loro, così da fare insieme un pezzo di strada, che certamente non sarà in discesa” in ultimo Zaffignani ci parla del futuro delle associazioni di categoria: “Riusciranno a sopravvivere? Io mi auguro di sì, ma sta a noi associati e ai dirigenti cambiare la rotta. Prima di tutto dobbiamo smettere di essere sempre inclusivi per amore della quota associativa: se una azienda si comporta male va messa alla porta. Non dobbiamo puntare sui vecchi servizi ma dobbiamo ragionare su cosa occorre oggi alle aziende per concludere la settimana lavorativa, dai servizi web alla possibilità di potenziare la loro rete di contatti attraverso i nuovi canali di comunicazione. Questo è ciò che penso, non è il verbo, ma sono pronto a ragionare con voi sul da farsi”.