L’Emilia si ferma e l’Italia resta senza locomotiva


Una versione inedita della stazione Mediopadana: parcheggi vuoti e treni deserti sono la fotografia perfetta di una storia giunta solo a metà


A cura di Francesca Iattici

A circa un mese dall’avvento del Covid19 in Italia, avvento tanto inaspettato quanto indesiderato, ci si rende davvero conto di come le situazioni di vita quotidiana siano cambiate. A partire dal lunedì nero dei supermercati (e non si parla di sconti), alle scuole chiuse per altri giorni, alla continua incertezza sull’aumento o la diminuzione dei casi di persone affette, alla chiusura dei cosiddetti “centri di aggregazione”.  Certo non si può paragonare ad uno scenario apocalittico di un classico film sulle epidemie di virus, ma i criteri di precauzione hanno senza dubbio cambiato le abitudini degli italiani.

Basti pensare ai mezzi di trasporto: secondo il rapporto Pendolaria di Legambiente sono 5 milioni e 699mila le persone che prendono il treno per spostarsi nelle regioni e nelle città italiane. Nonostante le misure di sanificazione messe in atto dalle regioni colpite dal virus (nello specifico Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) il panorama che si presenta durante un “normale” giovedì mattina, 8:30, alla Stazione di Reggio-Emilia Mediopadana fa riflettere. Le banchine vuote, così come i treni e il parcheggio. Sotto certi aspetti non ci si potrebbe lamentare, dato che il sovraffollamento delle stazioni e delle carrozze ha da sempre creato disagi notevoli ai fruitori del servizio, soprattutto ai pendolari e agli studenti in viaggio verso luoghi di lavoro e università. La verità però è che tutto ciò fa pensare: un’intera regione in quarantena, la vicina con un notevole numero di persone infette e l’Emilia quasi completamente ferma. La Mediopadana infatti ha sempre rappresentato un punto di congiunzione tra le zone centrali e settentrionali dello stivale, così come quella di Bologna con il meridione. Quello che si nota ora è un luogo deserto: gli studenti sono costretti a seguire le lezioni in streaming, ai pendolari è stato vietato l’accesso nella zona rossa, i lavoratori che occasionalmente devono prendere il treno rimangono attoniti.

L’Italia sta affrontando una crisi non  solo dal punto di vista della sanità pubblica, ma anche, e soprattutto, perchè ha perso una delle sue locomotive: la regione del parmigiano, delle fabbriche, dell’automotive si è fermata. Restano soltanto gli emiliani, che vanno avanti al meglio delle loro possibilità. Si mettono in moto, provano quantomeno ad affrontare l’ennesima disgrazia con determinazione.

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