Iter: i consigli per uno smart working intelligente


Secondo i risultati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sono ancora molte le aziende che faticano a percorrere questa strada, piccole e medie imprese incluse. Ecco una pratica guida diffusa dall’azienda con sede a Reggio Emilia utile a rendere tutto più semplice

Scattate in data 14 aprile, le ‘integrazioni’ al lockdown, che il presidente del Consiglio ha prolungato fino al prossimo 3 maggio, prevedono la riapertura di alcuni esercizi commerciali. Resta però sospesa la maggioranza delle attività del nostro Paese. Il blocco sancito dal Dpcm ha, in questi mesi, fatto scattare una corsa alla digitalizzazione degli apparati lavorativi aziendali.

Il fenomeno dello smart working va diffondendosi in quello che si presenta come un quadro lavorativo di riferimento. Il “lavoro intelligente” assume quindi un ruolo sociale fondamentale nel ridurre al minimo le possibilità di contagio, pur portando avanti le proprie attività. Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano sono però ancora molte le aziende, ed in particolare le PMI, disinteressate al tema. La mancanza di informazioni pratiche sull’argomento rende difficile “fidarsi” di questi nuovi strumenti.

A tal proposito noi di ITER abbiamo sentito la necessità di approfondire una serie di concetti che potessero essere utili nell’approccio ad una realtà fino ad ora poco conosciuta. Il nostro team ha quindi creato un documento consultabile in cui, chiunque ne abbia la necessità, possa trovare le informazioni per una gestione ottimale e proficua di questo strumento di agevolazione lavorativa.

Il maxi esperimento di lavoro agile a livello massivo è infatti applicabile da subito, grazie al decreto attuativo del 23 febbraio 2020 n. 6, il quale prevede le misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica; in particolare: “la sospensione delle attività lavorative per le imprese […] ad esclusione di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza”.

Come ha però sottolineato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, è necessario che: «I lavoratori, e soprattutto coloro che sono già Smart Workers, restituiscano il credito di fiducia dimostrando autonomia, impegno e senso di responsabilità».

Iscriviti alla nostra newsletter

  • White Facebook Icon
  • Bianco LinkedIn Icon

Sito realizzato da Elior by Tekapp Srl