Imprese in ginocchio: Confimi alza la voce e chiede un incontro al premier

Il presidente della confederazione: “E’ necessario invertire la rotta e tornare ad essere competitivi attraverso la scelta di misure coraggiose che condivideremo con il Governo”


ROMA - Emergenza economica sì ma al contrario delle più nere previsioni di marzo il centro studi di Confimi Industria prevede al 31 dicembre una flessione del 9,6% del PIL, non distante da quelle ipotizzate nell’ultima settimana dall’istituto nazionale di statistica, ma non a doppia cifra.

È però necessario lavorare su alcune coraggiose misure che possano fare la differenza, contribuendo a rilanciare le industrie modificando alcuni assetti della struttura economica del Paese.

Paolo Agnelli, Presidente della Confederazione degli industriali manifatturieri privati, ha così chiesto un incontro al premier Giuseppe Conte per dialogare - anche assieme ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo Economico - in maniera collaborativa e costruttiva su tematiche quali cuneo fiscale, costo dell’energia, occupazione, anche in vista degli imminenti impegni di bilancio. “E’ necessario invertire la rotta e tornare ad essere competitivi – dichiara Agnelli - attraverso la scelta di misure coraggiose che condivideremo con il Governo”.

“Sullo sfondo intravediamo la riapertura di alcuni importanti mercati internazionali – chiosa Agnelli - che possono ridare ossigeno alle nostre imprese ma diventa fondamentale intervenire su tutti gli aspetti che bloccano la competitività delle nostre imprese alla fonte e gestire le risorse che arriveranno dall’Europa individuando i settori che abbiano effettive ricadute sul nostro sistema economico”.




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