Imprese emiliane: ripresa dei livelli produttivi pre-Covid prevista entro fine anno

Confartigianato: il 'green' attrae, ma i rincari sulle materie prime pesano


Bologna, 6 dic. - Il 38,5% di micro-piccole imprese e aziende artigiane, nell'osservatorio del centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna, prevede di recuperare i livelli pre-Covid entro la fine dell'anno. E monta una certa predisposizione 'green'. La ripresa però è messa a dura prova dall'aumento dei prezzi materie prime, in particolare gas, gasolio ed energia elettrica ("l'impatto sarà forte sul 79,2% delle imprese"), dalla scarsità di materiale per la produzione (54,4%) e dalla difficoltà di reperimento di personale (42,9%).


Evidenzia il presidente regionale di Confartigianato Davide Servadei: "Non a caso il recente bando della Regione Emilia-Romagna dedicato alla digitalizzazione delle imprese artigiane ha fatto il pieno in pochissimo tempo. I nostri artigiani, anche in piena pandemia, non sono restati fermi, ma hanno continuato a pensare come evolvere la propria impresa. Ora però - avvisa Servadei - le prospettive di crescita e l'impegno degli imprenditori si stanno scontrando con dei fattori indipendenti dalla loro volontà: l'aumento a dismisura dei prezzi delle materie prime, in particolare delle commodities energetiche, e la scarsità di materiale per la produzione mettono a repentaglio la ripresa. È necessario quanto prima che il Governo intervenga con misure idonee per non disperdere quelle possibilità che l'arrivo dei fondi del PNRR dovranno creare. Nello stesso tempo la difficoltà nel reperire manodopera specializzata per diversi settori è quantomeno paradossale, in un paese che soffre di una disoccupazione cronica, in particolare giovanile".


Il 26,9% delle imprese, si legge nel report Confartigianato, ha fatto ricorso o farà ricorso al credito d'imposta per investire. Tra gli investimenti ritenuti necessari per competere, ci sono quelli in nuovi macchinari (37,1%), in interventi di efficientamento di macchinari esistenti (30,3%) e in acquisto di software (29,4%). Tra le principali conseguenze della trasformazione digitale, spiccano "nuove" modalità di produzione, comunicazione e distribuzione (69,3%) e l'aggiornamento delle competenze dei dipendenti (66%).


Sono il 63,7%, inoltre, le PMI emiliano-romagnole che hanno attivato almeno un'azione a favore dell'ambiente: riduzione di consumi (34,2%), uso di materiali più riciclabili (27,4%), priorità ai prodotti locali (22,9%) e nuove modalità di produzione-offerta dei servizi (22,8%). "A favore della circolarità" si esprime il 48,9% delle aziende sondate.


Il Superbonus 110% traina infine il 38,7% delle piccole e piccolissime ditte dell'edilizia, mentre per il resto "l'incentivo non rappresenta un traino allo sviluppo a causa dell'eccesso di burocrazia e dell'incertezza normativa".

fonte: DIRE