Immersi nel mare di sardine a Bologna


Al grande concerto-evento in Piazza XIII agosto c’eravamo anche noi, per osservare da vicino quello che è il movimento più interessante degli ultimi anni


A cura di Barbara Rosi

Gaber, nel definire la libertà, ha scomodato il concetto di partecipazione.

Questa, nel suo più profondo essere, è l’essenza del movimento delle sardine, che da quando è nato sta crescendo a vista d’occhio e che ha avuto ieri, in Piazza 8 agosto a Bologna, il suo momento nevralgico.

Una carrellata di ospiti d’onore, tra cui gli Afterhours, i Subsonica, Marracash, Willie Peyote, Modena City Ramblers, Skiantos, Concita De Gregorio, Sandro Ruotolo, Pif ed in differita Francesco Guccini ed Ezio Bosso.

Per quanto divisivo possa essere il leader del Carroccio, è innegabile dire che la sua ascesa abbia risvegliato un popolo italiano di sinistra dormiente da anni, facendolo armare di forza di volontà e passione e obbligandolo a scendere in piazza, dopo anni di quiete.

L’evento, che nonostante problemi tecnici si può considerare un grande successo viste le oltre 20mila persone (chi dice anche 40mila), ha visto giovani, adulti e anziani radunarsi per contrastare l’odio e la violenza verbale che la politica utilizza al giorno d’oggi, ma portava avanti concetti ben più forti, come l’antifascismo, l’antirazzismo e la piena integrazione, per un mondo paritario sotto tutti i fronti.

Sul palco, oltre ai “big”, si sono alternate testimonianze di immigrati, disabili e transgender, per affermare una volta per tutte che l’Italia deve avere a cuore i diritti di tutti, come sancito dalla Costituzione.

Tanti i momenti di nostalgica commozione, soprattutto quando sono saliti sul palco i Modena City Ramblers, che hanno seguito il discorso contro le mafie del giornalista Ruotolo con gli indimenticabili “Cento Passi” e hanno scatenato la piazza a suon di “Bella Ciao”.

Nonostante Salvini rimanga un’entità quasi innominabile durante l’evento, non sono mancate le battutine da parte di presentatori ed ospiti:

“Il freddo di Bologna mi ha colpito, sarà la vicinanza alle montagne trentine” afferma Pif con indosso una maglia della Padania messa all’asta per Mediterranea (“è un’opera dadaista, vendo la maglia della Padania per donare i fondi a chi le persone in mare le salva”).

Le sardine hanno dimostrato, nel loro percorso, di non essere un momento di passaggio, ma un vero e proprio movimento, che pretende correttezza, gentilezza e accoglienza da una classe politica che utilizza i mezzi di comunicazione come arma.

Sono criticabili? Certo, come tutti, ma una cosa è certa: rispetto alla situazione che c’era prima, questo è un passo avanti enorme.


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