Il nostro Appennino a corto di medici


Graziano Rossi, consigliere comunale di Polinago: “La sanità è un diritto di tutti i cittadini, che abitino in città o in montagna. Senza medici di base in Appennino la situazione è ormai insostenibile: dov’è la politica?”


Il medico di medicina generale nei comuni montani è un argomento che sta facendo molto discutere in questi ultimi anni.

Purtroppo in vari comuni (tra cui Polinago, Toano e Lama Mocogno) questa fondamentale figura sta scomparendo, lasciando in difficoltà tutte le persone che abitano in questi luoghi.

Pensiamo in particolare agli anziani, che sono costretti a fare chilometri e chilometri di strada per una ricetta, una visita o una consulenza medica.

Nel nostro comune, a seguito del pensionamento del medico di base, si è andati incontro ad una situazione insostenibile: si sono susseguiti medici per tempi brevi, di alcuni mesi o massimo un anno, creando disagi a tutti i residenti; in particolar modo a persone di una certa età e con diverse patologie importanti.

Tuttora, nonostante una riunione indetta dal direttore di cure primarie dell’Ausl di Modena, si è potuto solo trovare una soluzione temporanea, che tampona per qualche tempo una situazione diventata insostenibile.

L’alternanza dei medici che non possono garantire una settimana intera costringe in ogni modo gli abitanti a spostarsi in un altro comune o accontentarsi di trovare quello di turno.

Sicuramente anche gli stessi medici vivranno il loro lavoro in una condizione di disagio, avendo a che fare ogni giorno con persone nuove, ognuna con patologie e schede mediche sconosciute.

Questo aspetto colpisce le zone della montagna in maniera molto netta, sommandosi inoltre ad una serie di problematiche, quali lo spopolamento e i disservizi, che non rendono giustizia al nostro Appennino.

La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale ha studiato i dati riguardanti i pensionamenti futuri e gli ingressi in graduatoria, notando un forte calo di medici (con i requisiti) rispetto alle esigenze attuali. Molte zone, soprattutto quelle di montagna, potrebbero rimanere scoperte, mentre alcuni medici e pediatri potrebbero avere un surplus di assistiti.

Mi auguro vivamente che le prossime graduatorie assegnino medici di base nelle zone non coperte come la nostra, in caso contrario spero in una forte risposta da parte di tutte le istituzioni affinché si possano trovare soluzioni, anche di carattere legislativo, facilitando l’iter burocratico attuale, la formazione ed elargendo sostegni economici maggiori, così da attrarre l’attenzione dei professionisti.

Questo è solo un piccolo ingranaggio, che va a inserirsi in una politica mirata al rilancio e al sostegno della “montagna”.

Avere il medico di base non dovrebbe essere una fortuna, non dovrebbe essere neanche un calcolo di convenienza.

La presenza di medici di base, pediatri, ospedali, assistenza agli anziani, scuole, strade e lavoro rappresentano tutti aspetti del diritto di qualsiasi cittadino ovunque abiti: montagna o città.

Graziano Rossi

Consigliere comunale di Polinago

Consulente Lapam


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