Fondi: ecco i contributi alle imprese femminili per colmare il gender gap

1 milione di euro stanziati dalla regione per il bando che prevede la concessione di contributi a fondo perduto fino a un massimo di 30 mila euro


Lunedì 13 settembre: la regione Emilia-Romagna ha dato il via al nuovo bando per l'imprenditoria femminile. Parlare d'imprenditoria femminile non richiama solo una sezione minoritaria e circoscritta dell’economia nazionale, anzi. Essendo l’economia stessa una pratica sociale deve tenere conto di tutte le parti che compongono la società, soprattutto di quelle emarginate come le donne. Inglobare anche loro è un atto sano per una civiltà che punta a dare robustezza allo sviluppo economico del paese. In Italia però, sono solo 2,8 milioni le donne che, a diverso titolo, fanno impresa rappresentando il 26,6% delle forze imprenditoriali. Inoltre, le attività produttive a conduzione femminile raffigurano solo il 21,86%. In pratica, esclusivamente un’attività su cinque è guidata da una donna. In particolare, in Emilia-Romagna le imprese guidate da donne sono il 21,2% del totale delle attività.


Il genere femminile fatica quindi ad affermarsi nel mondo del lavoro, ad ottenere pari retribuzione a quella maschile e a salire di livello. Ciò è frutto di un sistema patriarcale che infligge aspettative sul ruolo della donna collegate prettamente all'ambito famigliare e della cura. A tutto ciò si aggiunge una carenza di formazione delle ragazze sulle cosiddette STEM (discipline scientifico-tecnologiche), conoscenze e competenze cruciali per le prospettive occupazionali nei maggiori settori in crescita del 21’ secolo. Molte giovani studentesse sono indirizzate, infatti, a seguire un’istruzione prettamente umanistica, come risultato di uno stigma sociale. Queste e altre ragioni, come le credenze religiose, la mancanza di servizi e di infrastrutture, hanno aumentato il gender gap in particolare con l’arrivo della pandemia. Secondo i dati della regione Emilia-Romagna, infatti, si sono manifestati, soprattutto tra marzo e giugno 2020, oltre 37mila posizioni dipendenti perse, di cui oltre 22mila femminili, pari al 60%. Eppure, alcuni studi internazionali hanno rivelato una correlazione positiva delle performance aziendali con leadership femminili e sostengono che le donne sono più adatte a individuare i bisogni del mercato e a coglierne le opportunità.


Ecco perché il fondo regionale per l’imprenditoria femminile e women new deal è fondamentale per abbattere il divario di genere nel mondo del lavoro, ma non solo. Si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 40% dell’importo investito (un massimo di 30'000 euro) per l’avvio, la crescita e il consolidamento di attività d'impresa a conduzione femminile, con la maggioranza di soci donne e professioniste. La regione Emilia-Romagna ha messo in dotazione 1 milione di euro per micro e piccole imprese, anche in forma associata, e singole partite Iva che operano sul territorio regionale da non più di cinque anni. C’è ancora molto da fare per l’imprenditoria femminile, ma questo incentivo regionale può essere uno dei tanti mattoni in grado di abbattere il glass ceiling, il metaforico soffitto di cristallo impregnato di pregiudizi e fallocentrismo che impedisce a molte donne di crescere nel mondo del lavoro, incatenando così l’intera economia nazionale.


Fonte: a cura di Vanessa Piccinini