Disoccupazione? Eppure mancano braccianti agricoli in tutta Italia


In Veneto si sta pensando di reintrodurre i voucher agricoli per semplificare le operazioni di reclutamento di studenti e cassaintegrati, lavoro nero ancora predominante al sud


Tutta l’Italia si è fermata, ad eccezione del settore agricolo, notevolmente a rischio in quanto la frutta e la verdura deve essere raccolta ma mancano i braccianti per farlo. L’assenza dei lavoratori stagionali stranieri e regolarizzati sta causando ingenti danni all’agricoltura, tanto che si sta pensando di reintrodurre i voucher agricoli per semplificare le operazioni di reclutamento di studenti e cassaintegrati che hanno risposto all’appello di Confagricoltura Verona.

Non è questo però l’unico problema che ci si deve porre: i braccianti agricoli stranieri presenti attualmente in Italia sono ancora numerosi, si tratta però di migranti irregolari (molti provenienti dall’Africa) che il sistema agricolo non ha mai avuto interesse a mettere in regola, poiché settore ancora prolifico per il lavoro in nero. Queste persone sono costrette a vivere nei ghetti, specialmente nel Sud Italia (Gioia Tauro in Calabria, Foggia, Castel Volturno, San Ferdinando e tanti altri) dove le condizioni igienico-sanitarie sono davvero al limite, e che potrebbero facilmente trasformarsi in focolai pericolosi dato l’attuale contagio nazionale da Coronavirus. Potrebbero rappresentare quindi una risorsa di notevole valore per il nostro paese in un momento di difficoltà come quello che stiamo passando, cogliendo l’occasione inoltre di regolarizzarli una volta per tutte. Nella lettera-appello redatta da Terra! E Flai Cigl parte appunto da questo presupposto, sottolineando anche che “Questo non deve essere uno strumento per rifornire il settore primario di lavoro a buon mercato in un momento di shock economico. È necessario rafforzare le misure di contrasto al lavoro nero e favorire l’assunzione di chi sta lavorando in maniera irregolare”.

Uno dei rischi più importanti è che il dibattito prendesse una piega di carattere politico, alimentando lo scontro tra fazioni opposte. Si vuole specificare che la regolarizzazione di manodopera straniera non vuole escludere totalmente l’opportunità di coinvolgere disoccupati e cassaintegrati: ad oggi 200mila sono i braccianti stagionali che mancano, c’è posto per tutti e oltre a dare un contributo al settore agroalimentare si potrebbe salvaguardare la salute di persone notevolmente a rischio epidemiologico. Teresa Bellanova sembra aver raccolto l’istanza organizzato da Più Europa, ora servono provvedimenti concreti.

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