Da Carosello agli influencer: l'evoluzione della pubblicità

Le inchieste al Liceo - Pubblicità, spot televisivi, influencer: un mondo fatto su misura per te


A cura di Laura Bacchi, Giovanni Martelli e Miriam Agnani (IV^ Liceo Scientifico Statale "Wiligelmo" di Modena)


Se chiedessimo a un bambino di oggi cosa pensa della televisione e della pubblicità ci direbbe che ormai non la guarda quasi mai e le pubblicità sono noiose, infatti la maggior parte delle persone oggi utilizzano un altro dispositivo durante le interruzioni pubblicitarie. Se potessimo invece tornare indietro nel tempo i bambini ci direbbero che guardare la televisione e le pubblicità, come il Carosello, era un bel momento in cui stare con la propria famiglia.

I professionisti del marketing di quel periodo sapevano che ogni sera milioni di italiani accendevano la televisione e potevano scegliere tra pochi canali, oggi invece i modi per comunicare sono tantissimi e le persone sono collegate durante tutto il giorno. In questo modo le pubblicità trovano numerose vie per entrare nelle case di tutti, però siccome il pubblico è sottoposto a continui stimoli e distrazioni è difficile catturare e mantenere a lungo l'attenzione. Infatti, l'attenzione media dedicata ad un annuncio varia tra i 6 e gli 8 secondi e dipende molto anche dal momento della giornata: a casa senza impegni si è più propensi a guardare con concentrazione, mentre durante il giorno a causa degli imprevisti e del lavoro meno.

In questi ultimi anni, con l'avvento dei social, si sono sviluppati nuovi lavori, che anche se per molti non sono ancora considerati tali, rendono sempre più facile e coinvolgente la pubblicità. Oggi la maggior parte dei giovani ha come idolo un influencer, che mostra la sua vita guadagnandosi la fiducia e l'ammirazione dei suoi followers. Queste figure sono molto utili per la pubblicità, infatti la loro popolarità viene sfruttata dalle aziende che li contattano per mostrare i nuovi prodotti.

Crediamo che il bambino del passato non si sarebbe mai aspettato questa evoluzione e chissà cosa si dovrà aspettare dal futuro il bambino di oggi.


Laura Bacchi





La pubblicità è interessata a te più di quanto a te interessi la pubblicità


La pubblicità è diventata sempre più indirizzata e conforme ai nostri interessi, un po' come se internet ci conoscesse e sapesse quello che ci appassiona, per dimostrare ciò abbiamo svolto un'indagine con persone di diverse fasce di età, che ha portato a determinate conclusioni.

La maggior parte delle persone è consapevole che internet tiene conto delle sue ricerche in rete per proporgli i giusti annunci; la maggioranza dei più giovani non percepisce ciò come un pericolo, ne rimane indifferente o pensa addirittura che possa essere utile, tra gli adulti e gli anziani invece è più accentuato un sentimento di timore e fastidio.

Solitamente l'attenzione delle pubblicità non ricade sulle caratteristiche del prodotto, ma sulle sensazioni e le emozioni che può far provare, quindi la persona rimane affascinata dal contesto, ma non conosce effettivamente l'articolo. In molti casi vengono presentate famiglie perfette e felici oppure ambientazioni e scenari meravigliosi mentre il prodotto è presentato velocemente solo alla fine.




La pubblicità è legata alla psicologia, infatti molte delle nostre scelte d'acquisto hanno origine nell'inconscio, perché siamo sottoposti a continui stimoli e il nostro cervello è influenzato anche dai più piccoli particolari, come possono essere suoni e colori. Il colore ha un ruolo fondamentale nella pubblicità, deve riuscire a suscitare sensazioni positive, incuriosire e portare il cliente ad acquistare, ad esempio il rosso trasmette energia e urgenza mentre il verde è legato alla natura e alla salute quindi provoca tranquillità.

Tutto ciò mostra che la pubblicità è “fatta su misura per te” in quanto è personalizzata in base ai tuoi gusti e alle tue passioni e dietro nasconde studi approfonditi sulla psicologia umana perché si adatti al pubblico a cui è rivolta.


Giovanni Martelli




Social e spin doctor: la rivoluzione delle campagne elettorali


Secondo voi sono gli stessi personaggi pubblici ad aggiornare i loro profili social autonomamente? In realtà no, dietro c'è il lavoro di un team di esperti della comunicazione.

Grazie ai social è cambiato il mondo delle campagne elettorali e la figura dello spin doctor, anche se poco conosciuta, è fondamentale perché ha il ruolo di consulente di un leader politico o di un partito e ne cura strategicamente l'immagine pubblica. Deve essere sempre informato su quello che succede in rete, per usare a suo favore le notizie e le tendenze, per ottenere l'attenzione del popolo e deve essere molto abile nell'amplificare le caratteristiche positive del candidato e farlo apparire come coerente e perfetto.

Guardando al passato i grandi leader politici organizzavano comizi in piazza dove la gente si riuniva per ascoltare i loro discorsi, oggi con lo sviluppo delle nuove tecnologie si possono raggiungere molte più persone in meno tempo. Inizialmente grazie alla radio e alla televisione i discorsi e i dibattiti politici sono arrivati direttamente nelle case, poi il web e i social hanno facilitato le campagne elettorali e permesso una maggiore interazione con il pubblico.

La comunicazione politica è cambiata, non è più unidirezionale ma bidirezionale, aumenta il rapporto diretto con gli ascoltatori che indirizzati e orientati da messaggi specifici diventano veri e propri fans.

Ormai il mondo della politica e delle campagne elettorali è basato soprattutto sulle idee e sulle immagini trasmesse attraverso i social, anche se recentemente, durante il primo Consiglio dei Ministri, Mario Draghi ha cambiato lo stile della sua comunicazione dando meno importanza alla rete, ricordiamo la sua frase: “si comunica solo quando si ha qualcosa da comunicare”.


Miriam Agnani




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