Coop. La Lumaca: attività per i più piccoli all’interno delle aziende


Il presidente Guido Ricci: “Questa situazione ha fatto cambiare l’approccio al mondo del lavoro e, visto lo scenario, occorre ripensare al welfare in modo da poter attivare dei meccanismi virtuosi tra ambiente di lavoro e famiglia”

MODENA – Quattro decenni di cammino parallelo, di storia che si intreccia alla vita della gente, di una popolazione sempre impegnata ad assorbire i cambiamenti di una storia frenetica e ricca di evoluzioni. Stiamo parlando della cooperativa La Lumaca, iniziativa che nasce in Appennino per poi allargare i propri orizzonti fino alla città e alla pianura.

Oggi il mondo del lavoro è cambiato, l’emergenza sanitaria ha dato velocità a questa svolta portando così nella nostra vita sigle come smart working e webinar, parole ieri sconosciute ma che oggi fanno parte della quotidianità.

Abbiamo incontrato Guido Ricci, presidente della Lumaca, per parlare di welfare e dei nuovi servizi che il gruppo offre alle imprese del territorio per meglio fronteggiare questi mesi di cambiamento.

Salve presidente, oggi lo scenario è cambiato e così si sono evoluti anche i servizi che offre La Lumaca, quali sono le nuove opportunità?

“Questa situazione ha fatto cambiare l’approccio al mondo del lavoro e, visto lo scenario, occorre ripensare al welfare in modo da poter attivare dei meccanismi virtuosi tra ambiente di lavoro e famiglia, così da preservare entrambi. Proprio per questo, in pieno rispetto delle norme dettate dal Governo e dalle istituzioni, abbiamo preparato una serie di servizi in grado di organizzare spazi e aree in azienda adatte ad ospitare i figli dei dipendenti per attività ludiche e attività di studio e di condivisione, così da permettere a tutti di lavorare con maggiore tranquillità”.

Attività di questo tipo forse sono adatte ad aziende di grande calibro, mentre le pmi potrebbero avere difficoltà.

“L’elemento differenziante del nostro progetto è proprio questo: conosciamo l’Emilia e abbiamo studiato delle formule pensate appositamente per le piccole-medie imprese manifatturiere del nostro territorio. Alle volte queste aziende possono addirittura attivare delle sinergie e condividere in gruppo questo servizio offerto a collaboratori e dipendenti”.

Questo servizio potrebbe aiutare molte persone dato che tre lavoratori su dieci non hanno nessuno a chi lasciare i bambini e, ricordiamolo, affidare i bambini ai nonni è fortemente sconsigliato.

“Per non parlare dei costi di una baby sitter, non tutti possono permettersela. Lo smart working è certamente indispensabile e va coltivato, ma una mamma o un papà che restano a casa a fare amministrazione davanti al monitor non possono al contempo fare da baby sitter, in ogni caso vanno ripensati gli spazi di lavoro ed i servizi che le aziende e lo Stato mettono a disposizione dei lavoratori, così da non maltrattare la famiglia, certamente uno dei beni più preziosi. Dobbiamo rispondere con coraggio a questi disagi cambiando totalmente il nostro approccio alla quotidianità, tutto è da rivedere se vogliamo rialzarci senza perdere la nostra umanità.

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Mail: m.brandoli@lalumaca.org

Sito: www.lalumaca.org

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