Confindustria, con plastic tax +109 euro a famiglie


UNC: no alla plastic tax, ma no a speculazioni sui prezzi

Mera traslazione imposta è pari a 42 euro nel 2020 e 86 nel 2021

Per Confindustria, la plastic tax determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, con un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in circa 109 euro annui.

“No alla plastic tax. Siamo assolutamente contrari e confermiamo le preoccupazioni di Confindustria sul rischio di indebolire la domanda interna. Per questo chiediamo la soppressione dell’art. 79 della manovra” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Sia chiaro, però, che diciamo anche no alle speculazioni sui prezzi. Infatti, se prendiamo per buoni i dati contenuti nella Nota tecnica della Legge di Bilancio, allora il gettito previsto dal Mef è di 1.079,5 mln nel 2020 e 2.191,9 nel 2021, peraltro non considerando nel 2021 le riduzioni di Irap e Imposte indirette, che porterebbero il gettito 2021 a 1.781,5. Ebbene, la mera traslazione in avanti dell’imposta di consumo, considerato che in Italia ci sono 25 mln e 494 mila famiglie, è pari a 42 euro nel 2020 e 86 euro nel 2021” prosegue Dona.

“Qualunque importo superiore, quindi, come i 109 euro stimati da Confindustria, implica o stime sballate da parte del Mef o un ricarico sui consumatori finali superiore alla mera traslazione dell’imposta di consumo, ossia speculazioni sui prezzi, che ovviamente considereremmo inaccettabili” conclude Dona.

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