Confcommercio: "Lotteria degli scontrini, un terno al lotto per le imprese"

La previsione confermata dal Governo di far partire la cosiddetta lotteria degli scontrini il primo gennaio prossimo sta creando e ceerà ulteriori problemi per le nostre imprese. Ne parla il presidente di Confcommercio Davide Massarini


Il Governo ha confermato la partenza il 1° gennaio 2021 della cosiddetta lotteria degli scontrini, il gioco a premi ideato dallo Stato per favorire i pagamenti con moneta elettronica e combattere l’evasione fiscale.

«L'introduzione in questo momento della lotteria degli scontrini – spiega il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, Davide Massarini – è davvero un segnale di poca sensibilità da parte del Governo per le attività che, a lungo chiuse, in queste parentesi di riapertura debbono, insieme alle altre tante preoccupazioni, farsi carico di adeguamenti ai registratori di cassa con costi e complicazioni operative. In questo periodo dove si cerca di chiudere in qualche modo questo anno complicato, per tutti intendiamoci, se davvero la volontà politica è quella di introdurre questo sistema, avrebbe senso rinviare al 2022 in attesa che tanti di noi tornino almeno a vedere la luce in fondo al tunnel».

«Va istituita una sede di monitoraggio della diffusione dei pagamenti digitali e dei loro costi – continua Davide Massarini – e si rendono necessari, intanto, sia il potenziamento del credito d’imposta a valere sulle commissioni a carico degli esercenti per l’accettazione degli strumenti di moneta elettronica sia il rinvio della lotteria degli scontrini per ritardi e costi di adeguamento dei registratori telematici. Crediamo, quindi, che la modernizzazione del sistema dei pagamenti del nostro Paese vada perseguita in un contesto di complementarietà tra l’uso delle banconote, i pagamenti elettronici e i servizi digitali».

«Si aggiunga – sottolinea Davide Massarini – che questo è il solito sistema di controllare i già controllati quando ancora il tema dell'e-commerce crea distorsioni competitive molto forti. I grandi siti di commercio online, che riescono a sfruttare le maglie larghe del fisco, non si sa infatti dove paghino le tasse e, denunciando redditi molto bassi, non producono ricchezza per il sistema. Sarebbe stato quindi più sensato, prima delle lotterie, introdurre una web tax per intercettare i fatturati reali prodotti nel nostro Paese da questi colossi e magari, proprio con questo strumento, introdurre un bonus lotteria in sostegno al commercio di vicinato e ai pubblici esercizi».

«Riteniamo infine – aggiunge Davide Massarini – che nelle previsioni di utilizzo del Recovery fund dovrebbe essere ricompreso il finanziamento di un progetto per le città e le economie urbane dedicato al sostegno di iniziative di rigenerazione urbana, mediante partenariati pubblico-privati tra amministrazioni territoriali ed organizzazioni imprenditoriali e sociali».

«Davvero poi la confusione tra i nostri clienti è tanta: tra cash back sperimentali e annunci della lotteria degli scontrini raccogliamo anche un certo disorientamento per il quale volentieri ci si prende il tempo di spiegare. Davvero però – evidenzia Davide Massarini – cercare di lavorare, in questo contesto, pare diventato un terno al Lotto».