Cashback e Chocabeck

Cosa si aspettavano aprendo i negozi due settimane prima di Natale? Quale stratega non ha previsto tutto questo? Quando l’italiano è colpevole di fare ciò che la legge gli permette


Amedeo Faino


L’Italiano è colpevole di fare ciò che gli viene permesso. Se va in spiaggia e rispetta le norme è comunque colpevole, se visita il centro e rispetta le regole è comunque colpevole. Nonostante la mascherina, nonostante resti in fila davanti ai negozi, nonostante segua alla lettera ciò che l’editto recita.


Questa è l’era del #cashback, iniziativa del Governo che invita i più a spendere attraverso carte o bancomat, concorso a premi voluto dagli abili ministri di Conte, iniziativa che ha visto negozianti e commercianti adeguarsi al gioco con attrezzature aggiuntive.


Una buona pubblicità che stimola la corsa al regalo prima di Natale. Una decisione politica: alleviare le ferite dell’economia correndo dei rischi dal punto di vista sanitario.


La Politica prende decisioni, si assume responsabilità, le eventuali colpe non vanno attribuite al popolo che non può fare altro che seguire alla lettera ciò che le norme recitano. Chiaro?


Oggi i ministri e le alte cariche governative pubblicano, con tanto di indignazione, le foto dei centri città presi d’assalto, della gente impegnata a scattare il selfie tra luci e colori. Con tanto di sorpresa e con un senso di severo disgusto verso tutte quelle persone colpevoli di aver fatto ciò che la legge permette di fare.


Ebbene, cosa vi aspettavate? Chi ha aperto i negozi a due settimane dal Natale? Qual è il compito della politica se non quello di stare al timone e di prevenire? Durante la prima ondata abbiamo martirizzato i giovani, colpevoli di voler tornare alla vita normale. Oggi la colpa è di chi visita il centro città per vedere di persona l’albero di Natale che l’amministrazione ha installato in centro e che ha puntualmente mostrato attraverso i canali social, suscitando quella naturale curiosità mista a mesi di noia.


Cosa deve fare La Politica se non capire, modellare e prevenire queste situazioni? La colpa è della gente oppure di una classe dirigente incapace di prendere decisioni sulla base di uno studio preciso?


La sensazione è che i social influenzino l’avvocato del popolo, che alla fine, per paura di scontentare qualcuno, Giuseppe Conte decida di non decidere, con rotte solo abbozzate e poco navigabili.


Cosa si aspettavano aprendo i negozi due settimane prima di Natale? Quale stratega non ha previsto tutto questo? La colpa è del popolo o di chi tiene la mano sul timone? Ed ecco che Cashback mi ricorda l’album di Zucchero, Chocabeck, che a Cashback assomiglia parecchio anche nell’intimo e non solo nel suono.


Aprire tutto, chiudere per Natale e Santo Stefano, chiudere alle seconde case, aprire i centri commerciali. Ebbene, in Italia ci sono 60 milioni di abitanti e non tutti sono stati dotati di buonsenso, la soluzione?

Io non ho una soluzione, ma non ho nemmeno la superficialità di alzare la mano e di farmi avanti quando il compito che mi viene proposto va oltre a quelle che sono le mie capacità.


Ormai il dibattito pubblico ha perso il senso del ridicolo, chi ci guida deve prendere una strada e andare fino in fondo. Con questo eterno tentennare, con questi cambi di rotta improvvisi o solo accennati non è possibile raggiungere alcun risultato.


Diteci quali sono i piani, senza sfumature di colore, non lasciamo spazio alle interpretazioni ed andiamo avanti. Prendete delle decisioni nette, meglio delle scelte errate che vivere alla giornata.

Una pagina Facebook non può influenzare il Consiglio dei Ministri.