Banche: dal 14 settembre possono condividere i dati con soggetti terzi


Emilio Viafora, presidente Federconsumatori: “Vigileremo per tutelare i cittadini. Abbiamo visto in passato un uso spregiudicato dei dati da parte degli istituti bancari, per questo dobbiamo prestare massima attenzione”

Domani 14 settembre entrerà in vigore una novità prevista dalla direttiva europea PSD2: le banche saranno infatti obbligate a condividere con terze parti tutte le informazioni che hanno sui propri correntisti, dietro esplicito consenso dell’utente ovviamente.

È bene sapere, innanzitutto, che non vi è alcun obbligo da parte del correntista, sarà una sua libera scelta se autorizzare o meno tale trattamento dei propri dati.

Nel dettaglio, si potrà autorizzare la condivisione dei propri dati bancari con:

– Pisp (Payment Initiation Service Providers), ovvero società intermediarie che hanno lo scopo di versare denaro a un terzo soggetto. Attraverso tali società si potrà ad esempio effettuare pagamenti su siti di ecommerce senza che sia necessario inserire i dati della propria carta, ma accedendo direttamente al conto. Per fare ciò, i Pisp dovranno in ogni caso adottare procedure di autenticazione ed informare adeguatamente il cliente sulle operazioni effettuate.

– Aisp (Account Information Service Provider), servizi che effettuano un monitoraggio dei nostri conti correnti e delle nostre carte, restituendoci un quadro complessivo della gestione delle nostre finanze. Inoltre tali servizi possono fornire consigli sugli investimenti o proporre strumenti finalizzati al risparmio. In merito a questa opportunità in particolare ci sentiamo di sconsigliare i cittadini dall’effettuare investimenti “frettolosi” e avventati, ma di documentarsi bene prima di sottoscrivere qualsiasi tipo di operazione finanziaria.

– Cisp (Card Issuer Service Providers), soggetti che emettono carte di pagamento collegate al conto corrente. Tali soggetti hanno un canale privilegiato per accedere al denaro del cliente.

Sarebbero dovute entrare in vigore il 14 settembre anche le nuove procedure di autenticazione disposte dalle banche per accedere all’homebanking, tese ad introdurre ulteriori misure a tutela dei risparmiatori, per prevenire frodi e furti di identità. La Banca d’Italia ha però concesso una proroga per un periodo limitato agli operatori che ne facciano richiesta.

In relazione a tali disposizioni invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione. Nel dettaglio, per quanto riguarda la cessione di informazioni a terze parti bisogna essere consapevoli di ciò che si sta facendo e sicuri che la società a cui concediamo l’accesso ai nostri dati sia affidabile.

“L’elemento che desta maggiore preoccupazione, in relazione a tali novità, è la possibilità di sfruttare le informazioni sui clienti per proporre loro servizi di investimento a loro detta innovativi. Purtroppo abbiamo già visto come gli stessi istituti bancari operino su tale versante in maniera a volte spregiudicata e ai limiti della legge (si veda la questione degli investimenti in diamanti o le azioni baciate, solo per citare alcuni casi), figuriamoci online!” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Per questo vigileremo sull’operatività di tali servizi e invitiamo i cittadini a segnalarci prontamente ogni elemento di criticità o caso di violazione del proprio account.


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