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Automotive in Emilia: l'allarme lanciato dal Consigliere regionale Stefano Bargi

“Saremo anche la motor valley, ma la regione non si e presentata alla prima riunione di Lipsia dell'alleanza delle Regioni: come mai?”



BOLOGNA, 8 MAR – “L'Emilia-Romagna oltre ad essere di diritto la Motor Valley italiana, vanta un prestigio significativo in tuto il Vecchio continente grazie, fra gli altri, a marchi prestigiosi come Ferrari, Maserati, Lamborghini e Ducati. Tuttavia, benché in prima linea nell'Alleanza delle 29 regioni europee dell'Automotive che si trovano in una fase di sconvolgimenti e trasformazioni a causa degli obiettivi climatici dell’UE previsti nel pacchetto Pronti per il 55% (Fit for 55), la nostra Regione ha clamorosamente mancato il primo appuntamento, in programma lo scorso 22 novembre a Lipsia, con l’Alleanza delle regioni automotive (ARA). Un'assenza che stride visto e considerato che nel corso di quel primo appuntamento l'Alleanza ha adottato una strategia a breve e medio termine e ha discusso con il commissario europeo al lavoro Nicolas Schmit le esigenze di sostegno delle regioni con una solida industria automotive”.


La denuncia arriva dal consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, che ha depositato un atto ispettivo nel quale chiede alla Giunta “per quali ragioni la Regione Emilia-Romagna non abbia partecipato alla riunione di Lipsia dello scorso novembre” e “quali iniziative concrete intenda adottare per sostenere il settore automotive dell’Emilia-Romagna messo fortemente a rischio dai provvedimenti richiesti dall’Unione Europea per gli obiettivi climatici”.


Bargi spiega infatti che “sulla base dei requisiti previsti per le autovetture a zero emissioni, ai fini del conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE e dei relativi cambiamenti nell'industria automobilistica, l’Alleanza chiede l'istituzione di un meccanismo europeo a sostegno di una transizione giusta ed equa delle regioni basate sull'industria automobilistica e sul relativo indotto, in modo di ridurre al minimo gli effetti dirompenti sull'occupazione e migliorare le capacità e le opportunità di una riqualificazione tecnologica, preservando la competitività mondiale nella ricerca e nell'innovazione”.


Venendo ai numeri, Bargi ricorda che “il comparto riguarda 7,5 milioni di posti di lavoro nei settori della produzione automobilistica e dei servizi automobilistici, pari ad oltre il 6% dell'occupazione complessiva in Europa. La transizione verso veicoli digitalizzati e a zero emissioni avrà un forte impatto sugli ecosistemi automobilistici regionali e sulle strutture socioeconomiche. Da qui la necessità di arrivare a un piano di iniziative concrete e condivise a livello comunitario per sostenere un settore cosi importante sul fronte occupazionale. Certo è che – conclude Bargi – la Regione Emilia-Romagna è partita col piede sbagliato: che senso ha fregiarsi del brand “Motor Valley” se poi non si trova il tempo di andare nemmeno alla prima riunione dell'Alleanza europea, tavolo che deciderà il futuro dell'esistenza della Motor Valley medesima?”





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